SANTICOLO E LA SUA STORIA

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SANTICOLO E LA SUA STORIA

    Foto santicolo Chiesa VECCHIA                                                                                                             

I documenti più antichi (pergamene e carte topografiche) annotano Santicolo con il nome di “SALTICOLO” e starebbe a indicare un valico,piccolo passo, luogo aperto con pascolo e praterie donde il nomignolo “BICOL” che potrebbe significare “bucolico” : ambiente boschereccio, campestre, con una sottolineatura piacevole, idilliaco, per cui gli abitanti sarebbero amanti della natura.

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Per lunghi secoli appartenne alla contea dei signorotti Federici della Rocca di Mù di Edolo. Questi innalzarono nel secolo XII a motivo di difesa e di vedetta una torre ove attualmente austero sorge il castello. Nella costruzione di tale villa venne rinvenuta una cisterna scavata nella roccia ed intonacata con calce viva per la raccolta dell’acqua piovana in caso di assedio o lunga permanenza di più persone. L’abitato venne costruito a ridosso del monte per essere più riparato dal fronte del vento, dalle bufere invernali e soprattutto per la presenza di abbondanza d’acqua per le faccende casalinghe e per abbeverare il bestiame. La Torre Federicia venne demolita nell’anno 1912 quale cava di grosse pietre per la costruzione dell’attuale bar Torre nel centro dell’abitato. Per Santicolo transitava l’unica vera strada (Valeriana) che per secoli unì la Valle Camonica alla Valtellina: solamente negli anni 1849-1854 la dominazione austriaca costruì l’attuale strada nazionale al solivo, isolando nell’oblio l’abitato di Santicolo.

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Amministrativamente fu comune indipendente fino all’anno 1927 quando per disposizione governativa venne allegato al comune di Corteno. Quale curiosità storica fu il comune, per estensione di territorio, più piccolo di tutta la Valle Camonica schiacciato fra due grosse municipalità: Edolo ad est e Corteno Golgi ad ovest. A quel tempo le malghe garantivano pascolo per gli animali e quindi sussistenza per gli abitanti: i Santicolesi dichiaravano propri i terreni coltivati sui quali si pagavano le tasse per le spese comunali. La cosa pubblica era gestita da due Consoli (Sindaci) eletti annualmente dai capofamiglia originari del luogo con proprietà di estimo.

Torre campo da bocce

Non potevano mancare un segretario, una guardia campestre, l’esattore (cursore), il postino ed il campanaro, cariche che ogni anno venivano poste all’asta, come pure i vari alpeggi ed il taglio dei boschi comunali.

Santicolo è parrocchia indipendente staccatasi dalla Pieve di Edolo fin dal XIV secolo. Della vetusta parrocchiale esiste unicamente l’abside (l’attuale sacrestia) ed il campanile che certamente fu in origine una seconda torre difensiva con annessa abitaione.       

La nuova parrocchiale venne costruita dai santicolesi negli anni 1821-1825. I registri più antichi risalgono all’anno 1651: fascicolo allegato al libro “C” “SCOLA DE MURARI” e all’anno 1691 libro “B” “SCOLA SANTISSIMO SACRAMENTO”.

Il parroco di cui per primo si conosce il nominativo è dell’anno 1559: un certo Rev. Giacome De Pelliparis di Santicolo che dichiara di aver ricevuto il beneficio parrocchiale lasciato vacante dal fratello Rev. Battista.

Sono sufficienti questi pochi dati per comprendere la vita degli abitanti di Santicolo, fedeli alla fede dei loro padri e solerti costruttori.

L’emigrazione fu costante e necessaria per sopravvivere sia nella vicina Svizzera, sia nelle città lombarde (1700) sia nelle lontane americhe (1800).

Attualmente Santicolo si presenta un’accogliente borgata ove, accanto alla chiesa parrocchiale di S. Giacomo Apostolo affrescata dal pittore camuno Antonio Guadagnino(1886), e nella parte bassa del paese sono sorte belle abitazioni e graziose ville .

L’abitato possiede strade ben pavimentate, non mancano fontane con gettito continuo di acqua fresca e salubre.

Quali comunicazioni Santicolo è servito con ottima strada sia per Corteno Golgi, capoluogo, sia con Edolo centro più importante dell’alta Valle Canonica sia dal lato commerciale che industriale.

Negli ultimi anni, grazie anche al CAI, i pendii del monte sono stati arricchiti con la formazione di strade montane al fine di conservare le tante belle baite disseminate nelle svariate località. Tra queste baite, nell’anno 1973, con il concorso ed il lavoro di tutti i santicolesi, sempre per iniziativa del CAI SANTICOLO, fu eletta una caratteristica Chiesetta Alpina (vedi pagina dedicata) ove ogni anno ci si ritrova in sana allegria.


(tratto dal libro “VENTENNALE DI FONDAZIONE DEL CAI 1973-1993)

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